Minori contesi: la sottrazione internazionale

Sempre più spesso si parla di sottrazione internazionale dei minori. Ma che cos'è la sottrazione internazionale e quando si verifica tale fenomeno? La sottrazione internazionale di un minore si può verificare principalmente in due casi: o quando il minore viene condotto all'estero dal genitore non affidatario senza il consenso dell'altro genitore e quindi illecitamente, oppure quando il minore non viene riportato nel luogo ove ha la residenza abituale, in violazione del diritto di affidamento o del diritto di visita.

Se si concretizza una delle ipotesi descritte, il bambino deve tornare dove ha il centro dei suoi legami affettivi e dei suoi interessi, ovvero presso la cosiddetta "residenza abituale del minore".

A tal fine è stata firmata la Convenzione de L'Aja del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale dei minori, la quale si pone tra i suoi obiettivi principali proprio quello di "assicurare l'immediato rientro dei minori illecitamente trasferiti o trattenuti in qualsiasi Stato contraente" (art. 1, lett. a).

Come prevenire

Anche in questo caso però è sempre meglio, quando possibile, prevenire che curare, per cui per evitare che si verifichi una sottrazione di un minore, soprattutto in caso di alta conflittualità tra i genitori, conviene porre in essere alcuni accorgimenti:

  • se il minore, per qualche motivo deve recarsi all'estero, è consigliabile far sottoscrivere all'altro genitore, preferibilmente dinnanzi ad una parte terza, un impegno a far ritornare il minore ad una data stabilita;
  • sarebbe inoltre opportuno chiedere al giudice competente il divieto all'espatrio del minore senza un esplicito e formale consenso da parte di entrambi i genitori.

Cosa fare in caso di sottrazione La Convenzione Aja sugli aspetti civili della sottrazione

Nel caso in cui, invece, la sottrazione del minore si sia già verificata, bisogna innanzitutto distinguere se il minore è stato portato, o si ipotizzi sia stato portato in uno Stato che ha aderito alla Convenzione dell'Aja o meno.

Nel primo caso, la Convenzione dell'Aja individua come ente di riferimento l'Autorità Centrale che si trova presso ogni Paese contraente affinché si crei una cooperazione tra le stesse e con le autorità giudiziarie per localizzare il minore e per approntare tutte le misure necessarie ad assicurare il suo rientro.

Modalità di presentazione della domanda di rimpatrio del minore sottratto

Se il minore è infra-sedicenne, e non è ancora trascorso un anno dall'illecita sottrazione o dal mancato rientro dello stesso, si può presentare istanza all'Autorità Centrale dello Stato di residenza abituale del minore1, compilando un apposito modulo in italiano e nella lingua straniera del Paese dove si ritiene si trovi il minore, specificando tutti gli elementi di fatto e di diritto richiesti dall'art 8 della Convenzione, affinché l'Autorità Centrale adita trasmetta tutte le informazioni necessarie all'Autorità dello Stato ove si ritiene che si trovi il minore.

RIMPATRIARE UN MINORE ILLEGITTIMAMENTE PORTATO ALL’ESTERO

COSA È
È un ricorso finalizzato ad ottenere il rimpatrio di un minore a seguito di sottrazione internazionale. Si definiscono in questo modo le situazioni in cui un genitore porta con sé all’estero il minore sottraendolo dalla sua residenza abituale senza autorizzazione, o quando il minore non viene riportato nel suo Paese di residenza abituale da parte di chi ha l’obbligo giuridico di farlo.
La procedura prevede che la prima udienza sia fissata entro 30 giorni.

CHI LO PUÒ RICHIEDERE
Gli esercenti la responsabilità genitoriale tramite il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni.

DOVE SI RICHIEDE
Cancelleria Civile

QUANTO COSTA
Esente dal contributo unificato, si paga una marca da bollo da 27 euro per diritti di cancelleria.

FONTI LEGISLATIVE
Art. 7 - L. 64/1994 - Ratifica ed esecuzione della convenzione europea sul riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia di affidamento dei minori e di ristabilimento dell'affidamento

  1. Le richieste tendenti ad ottenere il ritorno del minore presso l'affidatario al quale è stato sottratto, o a ristabilire l'esercizio effettivo del diritto di visita, sono presentate per il tramite dell'autorità centrale a norma degli articoli 8 e 21 della convenzione de L'Aja del 25 ottobre 1980.
  2. L'autorità centrale, premessi se del caso i necessari accertamenti, trasmette senza indugio gli atti al procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni del luogo in cui si trova il minore. Il procuratore della Repubblica richiede con ricorso in via d'urgenza al tribunale l'ordine di restituzione o il ripristino del diritto di visita.
  3. Il presidente del tribunale, assunte se del caso sommarie informazioni, fissa con decreto l'udienza in camera di consiglio, dandone comunicazione all'autorità centrale. Il tribunale decide con decreto entro trenta giorni dalla data di ricezione della richiesta di cui al comma 1, sentiti la persona presso cui si trova il minore, il pubblico ministero, e, se del caso, il minore medesimo. La persona che ha presentato la richiesta è informata della data dell'udienza a cura dell'autorità centrale, e può comparire a sue spese e chiedere di essere sentita.
  4. Il decreto è immediatamente esecutivo. Contro di esso può essere proposto ricorso per cassazione. La presentazione del ricorso non sospende l'esecuzione del decreto.
  5. Il procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni cura l'esecuzione delle decisioni anche avvalendosi dei servizi minorili dell'Amministrazione della giustizia, e ne dà immediatamente avviso all'autorità centrale.
  6. È fatta salva la facoltà per l'interessato di adire direttamente le competenti autorità, a norma dell'art. 29 della convenzione di cui al comma 1.